Foggia, si può dare di più

1 Novembre 2021 379 Visualizzazioni

Terzo pareggio consecutivo degli uomini di Zeman con l’identico risultato finale di 1-1, che dopo il brillante pareggio conseguito al San Nicola di Bari non hanno poi saputo approfittare di un calendario favorevole che avrebbe consentito ai rossoneri di restare all’inseguimento della capolista Bari a -5 in classifica se avesse vinto nella gara interna contro il Taranto e nella trasferta di Picerno.

Giunti a due terzi del girone di andata analizziamo quindi i numeri che non mentono mai sul rendimento delle squadre in campionato. Nelle 12 gare fin qui giocate il Foggia è attualmente settimo in classica con 18 punti ottenuti sui 36 disponibili. Quattro le vittorie contro Potenza, Fidelis Andria, Messina e Monopoli, sei i pareggi contro Monterosi, Latina, Juve Stabia, Bari, Taranto e Picerno e 2 le sconfitte contro Turris e Palermo. 16 le reti realizzate con una media di 1,33 a partita e 12 subite con una media di 1 a partita. Queste statistiche confermano che il Foggia finora sta mantenendo più o meno un passo da squadra di centroclassifica che a fine campionato confermerebbe probabilmente lo stesso piazzamento ottenuto nella scorsa stagione, obiettivo che sicuramente non è quello auspicato sia da Zeman che dalla società e i tifosi.

Quali potrebbero essere allora le ragioni di questo rendimento alterno?
1 – Quando si inizia una stagione con appena due titolari confermati e nove nuovi calciatori nell’undici titolare, per di più con un nuovo staff tecnico, ci vuole anche qualche mese affinchè si possano vedere dei miglioramenti. Il calcio è un gioco di squadra e l’affiatamento tra i giocatori è fondamentale così come assimilare gli schemi di gioco del nuovo tecnico.
2 – A fine mercato Zeman giudicò con un 6 il mercato effettuato dal diesse Pavone. In effetti non tutti i giocatori attualmente in rosa hanno convinto pienamente. Ottima impressione hanno destato finora i due portieri Alastra e Volpe, i difensori centrali Sciacca, Di Pasquale e Girasole, il difensore esterno Nicoletti, il Rocca delle ultime gare e il bomber Ferrante. Petermann ha alternato ottime prestazioni ad altre meno brillanti, così come anche altri compagni di squadra.
3 – Alessio Curcio non ha pienamente le caratteristiche adatte per il 4-3-3 di Zeman, essendo più un regista che ama giocare dietro le punte e non una punta esterna, ma è anche vero che è il giocatore più tecnico nella rosa attuale del Foggia e spesso ha messo lo zampino in molte reti finora realizzate. Zeman insiste nel volerlo più attaccante che rifinitore, ma finora il cambiamento non è ancora riuscito, ma il boemo sa che non può fare a meno di un giocatore che ti può risolvere una partita in qualsiasi momento.
4 – Gli infortuni come ad esempio quelli capitati a Di Pasquale, Merola, Maselli e Di Grazia, non hanno permesso a Zeman di poter schierare la migliore formazione.
5 – Il 4-3-3 di Zeman s’insegna da 30 anni nelle scuole calcio ed è conosciuto ormai da qualsiasi tecnico degno di tale nome. Se i meccanismi di gioco non sono perfetti e non si va spesso a rete diventa frequente andare incontro a pareggi o sconfitte.

Non voglio avere la pretesa di dare suggerimenti e sicuramente sia Zeman che Pavone e il presidente Canonico sapranno meglio di me cosa sarà necessario fare per vedere un Foggia da piani alti della classifica, ma con la logica che mi contraddistingue credo che questi potrebbero essere i possibili scenari futuri.
1 – La squadra riesce finalmente a mettere in pratica gli schemi di Zeman e comincia a raggrannellare gol e vittorie, ad iniziare dalla prossima gara interna con la Paganese.
2 – Tornano a disposizione i vari infortunati e si riprende a giocare con prestazioni convincenti.
3 – Dopo aver valutato il rendimento della rosa attuale, a gennaio nel mercato di riparazione il diesse Pavone dovrà per forza di cose rinforzare la squadra e mettere a disposizione di Zeman i calciatori adatti al gioco del boemo in quei ruoli dove ci sarà bisogno di intervenire, sperando di disputare un girone di ritorno che consenta di arrivare il più in alto possibile.

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